A San Lorenzo Dorsino due giorni per “brentAnima”, il primo “Dolomiti olistic festival”, per sviluppare tutti gli otto sensi

da | venerdì 31 Luglio 2020 - 14:00 | ambiente, montagna

A San Lorenzo Dorsino, il “Borgo del benessere”, parte integrante della natura biosfera “Unesco” di Comano, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, perfetta sintesi e incontro tra natura e paesaggio umano, nasce, il 5 e 6 settembre, “brentAnima”, il primo “Dolomiti olistic festival”. Sotto la guida di grandi maestri, una occasione di rigenerazione, mai come in questo momento essenziale per la ripresa dopo i difficili mesi passati: un mini festival concentrato in un weekend, dalla mattina del sabato al pomeriggio della domenica. che alterna momenti di riflessione, workshop sul benessere corpo-mente, attività di scoperta del territorio, eventi musicali, legati al tema dell’esplorazione dell’ambiente con tutti i sensi e ad un approccio improntato alla lentezza, alla gentilezza, alla consapevolezza espansa, al benessere, e che si esprimono attraverso i diversi piani della persona e nelle relazioni, sia interpersonali che con il mondo della natura.
Un percorso di trattamenti di relazione tra il corpo e la natura, dal “perception walking”, all’abbraccio degli alberi, ai “meridian shiatsu”, sino ai bagni vibrazionali e a meditazioni vegetali, in una location nella natura e erbe officinali tra momenti di musica, riflessione e di sapori bio.

A questa “edizione zero”, in questo luogo, non si arriva per caso, ma per un naturale processo di maturazione di storie di vita: questo borgo antico, che fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” ed è parte integrante della natura, in un perfetto microcosmo di equilibrio e pienezza tra la comunità e gli spazi, diviene il “borgo del benessere”, punto di origine di rigenerazione, avendo attirato e richiamato esperti e maestri di filosofie e tecniche olistiche diverse che, in un confluire di sensibilità e esperienze, tutte legate all’amore per la natura e per il benessere psicofisico, propongono per tutta la stagione, sessioni, incontri e seminari durante tutta l’estate. Sino, all’appuntamento del 5 e 6 settembre, che diviene il momento pilota per le future e ancora più ampie edizioni del primo “Dolomiti Olistic Festival”.

I sensi sono portali di accesso per farci sentire che esistiamo, per darci presenza e piacere: le nostre esperienze ci appagano nella misura in cui i sensi sono coinvolti e che, tuttavia, sono più di cinque, Oltre a vista, udito, tatto, gusto e olfatto ci sono anche l’intuizione (che elabora velocemente il contesto, senza passare dalla via cognitiva), la propriocezione (che ci fa sentire il corpo in movimento e in relazione all’ambiente), l’enterocezione (grazie alla quale percepiamo gli stati interni del corpo). Sono abilità importanti, che lo stile di vita comune tende a nascondere e che possono essere coltivate per migliorare il nostro benessere e la nostra salute. Possiamo paragonare tutti questi nostri sensi alle corde di uno strumento musicale, che siamo stati incoraggiati fin da piccoli a non ascoltare. Perché? Perché quando questo strumento vibra pienamente è molto difficile accettare ciò che non ci corrisponde. Possiamo però tornare in ogni momento a risuonare in tutto il corpo, in tutti i sensi, per sentirci pienamente vivi, per gustarci la vita, per percepire il senso profondo del nostro agire.

Ecco allora che “brentAnima” dà modo di scoprirli o riscoprirli e in una dimensione ambientale perfetta, in un angolo di San Lorenzo che definire incantato non è retorico: è l’azienda agricola “Il Ritorno”, di Anita Ciccolini, che si occuperà anche della ristorazione, rigorosamente bio, tra pranzi ayurvedici, merende con infusi delle erbe officinali dolci con la frutta coltivata e snack con verdure coltivate nell’orto, petali eduli colorati e foglioline di piante aromatiche… per favorire anche la conoscenza delle pratiche di una alimentazione sana e sostenibile.

La prenotazione è obbligatoria presso l’Azienda per il turismo “Terme di Comano – Dolomiti di Brenta”, al numero telefonico 0465.702.626 o alla mail info@visitacomano.it ed i posti limitati: minimo venti, massimo venticinque persone per rispetto delle normative sanitarie “anti-covid” e consentire lo svolgimento delle attività in completa sicurezza. Il costo è di 120 euro a persona e non non è compreso il pernottamento.

À la une

Concluso il progetto “Sono” di Fondation Grand Paradis: un viaggio esperienziale per scoprire il patrimonio culturale e naturalistico di sette piccole comunità

In un mondo in cui la globalizzazione avanza incessantemente e le piccole realtà sul territorio rischiano di perdere la loro identità a favore di un’omologazione sempre maggiore, si inserisce il progetto “Sono – Svelare occasioni nutrire opportunità”, realizzato dalla Fondation Grand Paradis e giunto alla sua conclusione lo scorso 31 marzo. L’obiettivo di “Sono” è stato quello di dare voce all’immenso patrimonio storico, naturalistico e culturale di sette piccoli comuni montani partner, cinque di essi ubicati nel territorio italiano e due in territorio svizzero: Aymavilles, Cogne, Introd, Rhêmes-St-Georges e Saint-Marcel in Valle d’Aosta, Orsières ed Evolène nel Cantone Vallese.

“Le Monde” affronta la questione del confine sul Monte Bianco: «non ci vorrebbe molto» sottolinea Luciano Caveri

“Sul monte Bianco, la guerra dei ghiacciai tra Francia ed Italia”, è il titolo di un articolo pubblicato sul quotidiano francese “Le Monde” nella giornata di mercoledì 30 dicembre e poi sull’edizione cartacea, che evidenzia che “tra i due Paesi, “l’imbroglio” sul tracciato del confine sul “tetto d’Europa” dura da più do 150 anni” e che “la creazione di una “area protetta” di 32 chilometri quadrati intorno alla cima alpina, in ottobre, ha risvegliato le elucubrazioni”.

A settembre c’è “Mo’Delaine”, il festival della lana a Valgrisenche, che parte dalle pecore “Rosset” ed arriva al tradizionale “Drap”

È possibile essere globali senza essere globalizzati? La risposta, positiva, non si scopre nelle teorie degli economisti ma nella pratica dei prodotti e di chi li produce. E nella storia dell’umanità non sono molte le “cose” uscite dalle mani dell’uomo che possono vantarsi di essere al tempo stesso globali, universali, e non globalizzate, perché radicate nei saperi antichi di genti e di territori.